Berlino: crocevia del XX secolo

 

Una delle città che ho visitato e mi ha più rapita ed affascinata è Berlino. Si tratta di una città in continua evoluzione dopo il crollo del muro nel 1989 e la riunificazione della parte Est con quella Ovest.
Il quartiere Mitte è il centro storico di Berlino ed è il luogoe dove si trovano la maggior parte dei monumenti e degli edifici di carattere culturale della città.
La posizione centrale lo rende uno dei luoghi più esclusivi. Qui si possono ripercorrere le tracce della vecchia città, rasa al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale e constatare alcune tra le trasformazioni più importanti che hanno investito la capitale tedesca.
Senza dubbio il monumento simbolo di Berlino è la Porta di Brandeburgo (Brandenburger Tor) che, dal crollo del Muro, ha assunto più che mai un valore simbolico di unità e libertà.

porta di brandeburgo berlino

muro berlino

Percorrendo Unter den Linden arriviamo all’Isola dei Musei. Chiamata così perchè qui il fiume Sprea si separa in due corsi d'acqua creando una vera e propria isola, in questo zona possiamo ammirare alcuni dei più importanti capolavori dell'architettura neoclassica tedesca. Voluta da Federico di Prussia, nel 1810 fu incaricato l'architetto Friedrich Schinkel di costruire un museo per l'esposizione permanente di opere d'arte antiche e moderne. Schinkel costruì l'Altes Museum; successivamente furono realizzati l'Alte Nationalgalerie e il Pergamonmuseum.
Durante la Seconda Guerra Mondiale i bombardamenti sulla città danneggiarono fortemente i musei dell'isola. In particolare il Neues Museum, che aveva subito i danni maggiori, è stato al centro di un importante progetto di restauro e ricostruzione affidato all'architetto inglese David Chipperfield terminato nel 2009 con la riapertura del museo. 

altes museum berlino schinkel

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neues museum berlino chipperfield

neues museum Berlino

neues museum berlino chipperfield

Ad est dell'isola troviamo Alexanderplatz dove possiamo ammirare in tutta la sua altezza la Torre della Televisione. È una delle strutture più alte di tutta Europa con i suoi 365 metri. È stata costruita nel 1969 e la particolarità sta nella sua sfera di acciaio che, al suo interno, contiene un ristorante con vista a 360° sulla città. Accanto troviamo l’Urania Weltzeituhr, un grande orologio che indica l’ora in tutto il mondo; questo è posizionato su una colonna ed inserito all’interno di una rosa dei venti, con 24 lati alle estremità, ognuna dei quali rappresenta un fuso orario.

torre televisione berlino

Ripercorrendo i grandi viali dello shopping e del divertimento, sul lato sud della porta di Brandeburgo troviamo il Jüdisches Museum Berlin (Museo Ebraico). Il nuovo edificio, progettato dall’architetto Libeskind, si distingue notevolmente dai soliti musei: non risponde a nessun criterio di funzionalità poiché la linea guida seguita per la realizzazione del progetto è stata quella di raccontare la storia degli ebrei, in particolare degli ebrei in Germania. L'edificio stesso può essere considerato un'opera d'arte, poiché mescola architettura e scultura. L'edificio visto dall'alto ha la forma di una linea a zig-zag e per questa ragione è stato soprannominato blitz, che in tedesco significa fulmine. La forma dell'edificio ricorda una stella di David decomposta e destrutturata. Caratteristica dell’edificio è il rivestimento esterno in metallo.

museo ebraico 

museo ebraico berlino

museo ebraico berlino

Spostandosi lungo la Ebertstrasse giungiamo nella zona di Potsdamer Platz. Andata completamente distrutta durante l'ultima guerra, dopo la caduta del Muro, la piazza tornò ad essere al centro dell'attenzione dell'amministrazione comunale. E' stata ricostruita recentemente secondo il progetto dell'architetto Renzo Piano. Grazie a questo intervento, ricco di spazi commerciali ed uffici, l’atmosfera che si vive è frizzante e vivace.
Potsdamer Platz è anche sede della Panoramapunkt, vero e proprio punto panoramico della città. Situato a 100 metri d'altezza, si possono ammirare tutti i più importanti monumenti di Berlino, fra cui la Porta di Brandeburgo, il Reichstag, la Cancelleria e la Cattedrale.
Baricentro dell'intervento urbanistico è il Sony Center, una piazza completamente coperta realizzata fra i nuovi edifici. Progettata da Helmut Jahn, è considerata una dei più scenografici luoghi della Berlino contemporanea.

sony center berlino

Qui vicino possiamo anche ammirare il Denkmal für die ermordeten Juden Europas (Memoriale per gli ebrei assassinati dEuropa). L'opera è caratterizzata da 2.711 blocchi in calcestruzzo, disposti secondo una griglia ortogonale, totalmente percorribile al suo interno dai visitatori. Le stele sono tutte della stessa larghezza e lunghezza, mentre a variare è l'altezza. Secondo il progettista, Peter Eisenman, gli elementi in cemento sono realizzati per disorientare chi vi passa al suo interno e far perdere così il contatto con la ragione umana. Dall’angolo sud est si può accedere al sotterraneo dove si trova il "Centro di documentazione degli ebrei morti nella shoah", con ingresso gratuito, dove si può seguire un percorso che tratta simbolicamente le vicende e i destini di alcune vittime dell'olocausto attraverso citazioni, immagini e voci di testimoni.

 memoriale ebraico berlino

memoriale ebraico berlino

Proseguendo lungo Potsdamerstrasse arriviamo alla Philharmonie, la più grande sala da concerto di Berlino, nonché sede dei Berliner Philharmoniker.
L'edificio venne costruito tra il 1960 e il 1963 su progetto di Hans Scharoun. La struttura ha una forma pentagonale che viene mantenuta anche all'interno. Il podio dell'orchestra occupa la sezione centrale della sala pentagonale. Attorno si sviluppano le gallerie per il pubblico, progettate in modo tale da confondersi con la prospettiva dei cinque angoli della sala, primo esempio dello stile vigneto. La doratura dell'esterno dell'edificio venne aggiunta tra il 1978 e il 1981. Tra il 1984 e il 1987 venne costruita la Kammermusiksaal (Sala per musica da camera), progettata da Edgar Wisniewski su disegni dello stesso Scharoun.

philarmonie berlino

philarmonie berlino

Proseguendo ci troviamo davanti alla Neue Nationalgalerie, progettata dall'architetto Mies van der Rohe. Fu inaugurata nel 1968 quale risposta alla necessità di creare un nuovo centro culturale nella Berlino Ovest, visto che l'Isola dei Musei era rimesta nella parte sovietica della città. L'edificio, posto su un podio, come il Partenone, è costruito interamente in acciaio e vetro. Ci sono solo 8 pilastri, due per lato, che sorreggono la grande copertura metallica. Si ha così la percezione che il tetto galleggi nell'aria. 

neue nationlgalerie berlino

neue nationalgalerie berlino

Da qui ci spostiamo verso il palazzo del Reichstag. Distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, venne ricostruito tra il 1961 e il 1971, secondo il progetto dell'architetto Baumgarten. In seguito alla riunificazione, fu deciso di riportare qui la sede del Parlamento. Per questo motivo fu affidato all'architetto inglese Norman Foster il progetto di restauro e ampliamento. Simbolo dell'intervento è la cupola di vetro che protegge e contemporaneamente rende visibile la sala principale sottostante. L'intervento inizialmente fu fortemente criticato, ma oggi la cupola è diventata l'emblema della città.

 reichstag Berlins 

reichstag berlino

Lungo Unter den Linden la tappa gastronomica obbligata è Dressler, rilassante salotto delle avanguardie culturali. Nella zona tuttavia ci sono tanti ristoranti, come il Lutter&Wegner, dove ancora si può assaggiare il sekt, lo spumante che rese famoso il primo proprietario. Il Newton bar è frequentato dal popolo della moda e dei giornali. Il Cookies Creame, più informale, piace molto ai giovani creativi. Fa parte del leggendario Cookies Club, in cui da anni si mescolano arte, moda e musica elettronica. Sempre nel Mitte, troviamo Bonbonmacherai, laboratorio artigianale dal quale escono profumate caramelle realizzate secondo antiche ricette....impossibile resistere! Da non perdere un giro tra le bancarelle dei mercatini delle pulci domenicali. In Knaackstrasse, un ristorante buono è il Gugelhof: cucina franco-tedesca in un semplice décor di legni rustici e maioliche bianco-azzurre. Ma il ritrovo più in voga è Kani Mani in Kastanienallee: un bar essenziale che non chiude mai.

dressler berlino

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 Fotografie: Michele Nastasi | Helene Binet | Hiepler Brunier | Ute Zscharnt | Rory Gardiner | Foster + Partners